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Alimentazione e nutrizione nello sport
Associare ad un buon allenamento una adeguata alimentazione
Modestino PREZIOSI,

Lo
scopo di questo e degli articoli che seguiranno è quello di dare una
informazione per quanto possibile corretta e spero utile a tutti coloro
che desiderano adottare una alimentazione adeguata alle proprie esigenze
nutritive ed energetiche e funzionale ad una corretta preparazione
sportiva.
Non è mia intenzione proporre rigidi schemi alimentari o sostenere
l'indispensabilità di certi alimenti o integratori, l'obiettivo che mi
sono posto è quello di dotare i lettori di strumenti utili a scegliere in
modo autonomo l'alimentazione più adatta alle loro esigenze metaboliche,
sociali e culturali.
È noto che il modo di pensare e vivere gli alimenti condiziona
profondamente la nostra alimentazione. Molto spesso sulla base di
informazioni errate e per l'eccessiva enfasi posta sugli effetti che
alcuni nutrienti potrebbero avere sul nostro metabolismo, tendiamo a
classificare gli alimenti in categorie rigide (buoni o cattivi). Seguendo
questa modalità di pensiero ci consideriamo bravi se consumiamo i cibi
buoni ma ci sentiamo immediatamente in colpa se mangiamo gli alimenti
dell'altra categoria.
Gli atleti non sono esenti da questo modo di pensare e ancora oggi nelle
palestre e negli ambienti sportivi si sostiene che alcuni alimenti siano
indispensabili per incrementare le prestazioni atletiche e che altri
invece non devono essere assolutamente consumati per non compromettere gli
allenamenti e l'eventuale gara. Personalmente ritengo che questo modo di
pensare sia svantaggioso e che paradossalmente il rapporto con il cibo che
ne deriva può solo condizionare negativamente la preparazione atletica.
È certamente vero che ci sono alimenti da usare con attenzione e che un
loro uso frequente può essere fonte di problemi ma è anche risaputo che la
loro totale proibizione può essere spesso più pericolosa di una
concessione ragionata, anche in certe situazioni patologiche. Sono
ovviamente escluse da questo ragionamento tutte quelle condizioni in cui
l'uso di un gruppo di alimenti è con certezza causa di un disturbo grave
(morbo celiaco) oppure nel caso in cui la decisione di eliminare alcuni
cibi sia da ricondurre a solide motivazioni etiche, filosofiche o
religiose come è il caso di numerosi vegetariani.
Per inquadrare correttamente l'argomento è utile chiarirsi sul significato
dei termini alimentazione e nutrizione e cosa si intende per corretta
alimentazione.
Con alimentazione definiamo la conseguenza di una serie di attività
coscienti e volontarie, con cui scegliamo gli alimenti, li trasformiamo e
li trattiamo nei vari modi prima di consumarli. La selezione dei cibi ed
il loro successivo utilizzo sono tappe ovviamente determinate dalla
disponibilità ambientale e profondamente influenzate da fattori sociali,
culturali e psicologici.
Con nutrizione si intende invece il processo di assunzione digestione,
assorbimento e utilizzazione dei nutrienti e queste fasi si realizzano
involontariamente. Noi possiamo solo decidere cosa mangiare (carne, pesce
o lenticchie) ma non possiamo decidere cosa assorbire o di condizionare il
destino dei nutrienti, tutto ciò è privo di qualsiasi tipo di controllo
cosciente e dipende dalle stato del nostro organismo in quel momento.
Le attuali conoscenze biochimiche hanno evidenziato e definito chiaramente
i cicli metabolici che permettono al muscolo di impiegare molecole di
origine alimentare da cui trarre energia. Sappiamo inoltre che è possibile
garantire il soddisfacimento dei fabbisogni nutritivi ed energetici per
ottimizzare il rendimento biologico adottando diversi schemi alimentari e
possiamo sostenere, senza alcun timore di essere smentiti, che non esiste
un'alimentazione ideale così come nessun alimento può essere ritenuto
indispensabile o in grado di migliorare le prestazioni sportive. Possiamo
pertanto considerare uno schema alimentare corretto, quando è in grado di
fornire tutti i fattori nutritivi indispensabili alla vita nelle giuste
proporzioni.
Purtroppo sono ancora molti a porre una eccessiva enfasi sul ruolo che i
singoli nutrienti possono avere sulla preparazione di un atleta, ignorando
probabilmente che il nostro organismo ha una elevata capacità di
adattamento e che può, modulando le perdite, tollerare senza alcun
problema momentanei ridotti apporti nutritivi. Certamente questo non è un
invito a trascurare l'alimentazione, contando solo sui meccanismi di
regolazione dei nostri organi e apparati per far fronte ad eventuali
carenze, ma frequentando palestre e ambienti sportivi si ha l'impressione
che troppo spesso si tende ad esaltare in modo eccessivo il ruolo dei
singoli fattori nutritivi e di conseguenza degli integratori, trascurando
ciò che è veramente decisivo: la fiducia nelle proprie capacità di
ottenere un risultato e la volontà di allenarsi con costanza e
determinazione.
Possiamo dire con assoluta tranquillità che non esistono scorciatoie per
migliorare le prestazioni fisiche e collezionare successi in ambito
sportivo. Tutto quello che possiamo fare è associare ad un buon
allenamento una adeguata alimentazione, ben pianificata, ripartita
correttamente nell'arco della giornata e che tenga in considerazione gli
impegni lavorativi, scolastici, l'orario di inizio, la durata e
l'intensità degli allenamenti. È con l'applicazione dei risultati della
ricerca scientifica che potremmo finalmente abbandonare l'empirismo che
troppo spesso ha condizionato il mondo dello sport. Buon appetito.
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